C’è anche lo sguardo e la sensibilità di un “varesino eccellente” in Neve, Ghiaccio e Gloria, il docufilm che RAIdue trasmetterà il 5 febbraio alle ore 21.20, la sera prima della inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali. E’ lo sguardo di Massimiliano Comparin, scrittore di origini varesine che vive a Roma, che nelle vesti di produttore con la sua ART FK sarà in anteprima a Varese in Sala Montanari mercoledì 4 febbraio alle ore 18 per presentare il film.
Comparin, intervistato da VareSempre, ha detto di essere profondamente legato alla Varese della sua adolescenza, che negli anni Settanta e Ottanta “assomigliava a un campus americano”, in cui lo sport era parte integrante della quotidianità.
All’aria aperta, nel meraviglioso scenario varesino, si praticavano il rugby, il canottaggio, il ciclismo, e molto in voga erano hockey e basket, discipline alternative al calcio. Una Varese che in questi anni ha sempre seguito con passione le piccole e grandi sfide sportive, tanto che il 14 gennaio è stata capace di mobilitare diecimila persone per il passaggio dei primi tedofori olimpici.
Attraverso la voce di Cristiana Capotondi, Ambassador ufficiale Milano – Cortina 2026, il documentario Neve, Ghiaccio e Gloria racconta settant’anni di rapporto tra gli italiani e lo sport, seguendo un arco temporale che comprende i tre grandi eventi italiani delle Olimpiadi Invernali: Cortina d’Ampezzo 1956, Torino 2006, e Milano-Cortina 2026. Un progetto complesso, la cui realizzazione è durata quasi un anno, che valorizza lo sport come generatore di cambiamento culturale e sociale.
Il docufilm racconta che nel dopoguerra lo sport invernale era praticato solo dalle èlites, ma nel tempo è mutato in fenomeno di costume, riuscendo a unire il paese nella celebrazione dei suoi campioni, abbattendo le diversità generazionali e territoriali. Atleti e competizioni che non solo hanno regalato medaglie all’Italia, ma hanno influenzato mode, stili di vita, modelli organizzativi e persino promosso lo sviluppo infrastrutturale ed economico di territori limitrofi alle sedi degli eventi: una ricaduta virtuosa allargata, di cui ha tra gli altri beneficiato anche Varese con il suo Palaghiaccio risorto nel 2022, ribattezzato PalaIce A5 e inaugurato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ma l’eroe sportivo non piace soltanto per i successi. È proprio su questo aspetto “epico” che Comparin insiste: si vince mettendo in campo quel qualcosa in più che nasce da una storia personale. La dimensione umana può determinare non solo la vittoria di una gara, ma “la vittoria di una vita”: una chiave di lettura potente, che attraversa il documentario rendendolo racconto emotivo prima ancora che celebrativo.
Appassionato di scrittura e della sua declinazione in prodotto cinematografico e televisivo, fondatore della casa editrice dEste, l’autore del fortunatissimo romanzo storico “I Cento Veli” sottolinea come uno dei momenti più intensi del lavoro sia stato raccogliere le voci di chi, oggi anzianissimo, può dire “io c’ero” e raccontare con immutato fervore gare che fanno parte dell’immaginario collettivo italiano. Un lavoro di ascolto e ricostruzione che ha dato profondità al racconto, trasformando i ricordi individuali in archivio di memorie: dopo la diffusione Neve, Ghiaccio e Gloria sarà visibile in perpetuo su RAI Play.
Nel documentario tanti sono i contributi di grandi protagonisti degli sport invernali: dai campioni di Cortina ’56 ai miti degli anni Novanta come Deborah Compagnoni; dai protagonisti di Torino 2006 – Giorgio Rocca, Armin Zöggeler, Giorgio Di Centa – fino alle leggende più recenti come Carolina Kostner. Accanto a loro trovano spazio anche gli straordinari atleti paralimpici, tra cui Gianmaria Dal Maistro e Daila Dameno, che ampliano ulteriormente il racconto, sottolineando come lo sport parli anche il linguaggio della inclusione, della resilienza e del riscatto.
Il team di Comparin ha convinto il broadcaster RAI proprio per la sua capacità di Neve, Ghiaccio e Gloria di tenere insieme dimensioni diverse: la grande storia olimpica e le storie personali, la narrazione nazionale e le realtà locali. E’ stato dunque coprodotto da RAI Documentari questo omaggio alle Olimpiadi Invernali, che è anche un viaggio nella trasformazione dell’Italia attraverso lo sport – raccontato anche attraverso lo sguardo di chi, partendo da una piccola città di provincia ricca di fermento sportivo, ha saputo portare quella cultura e quella passione in un progetto di respiro nazionale.
E con questa chiacchierata Comparin ci saluta, dando appuntamento in presenza in Sala Montanari (introdotto da Matteo Inzaghi) per l’anteprima del docufilm: è già impegnato in una nuova sfida, stavolta come regista del nuovo spot televisivo Suzuki che andrà in onda sulla RAI durante le Olimpiadi Invernali e il Festival di Sanremo, con una magnifica Carolina Kostner che volteggia sul ghiaccio di un lago altoatesino.