Nasceva Romeo Sartori, il pilota che scrisse la storia dell’aviazione sul lago di Varese

Il 16 maggio 1897 nasceva Romeo Sartori, uno dei più importanti pionieri dell’aviazione italiana, figura oggi poco ricordata ma profondamente legata anche alla storia del territorio varesino e del lago di Varese. Nato a Canove di Roana, sull’Altopiano di Asiago, Sartori entrò giovanissimo nel mondo dell’aviazione durante la Prima guerra mondiale.

Dopo essere stato assegnato al Battaglione Aviatori di Torino, conseguì prima il brevetto di mitragliere d’aeroplano e successivamente quello di pilota, distinguendosi nei cieli dell’Alto Adriatico. Durante il conflitto abbatté diversi velivoli nemici, guadagnandosi la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Terminata la guerra, Romeo Sartori divenne uno dei piloti acrobatici più apprezzati d’Italia. Partecipò a gare nazionali e internazionali, diventando istruttore di volo e formando piloti destinati a entrare nella leggenda dell’aeronautica italiana, tra cui Francesco Agello e Tommaso Dal Molin.

Ma il nome di Sartori si intrecciò soprattutto con la storia della Macchi e del lago di Varese. Negli anni Venti divenne infatti collaudatore della Casa Macchi, lavorando sugli innovativi idrovolanti del reparto Alta Velocità. Fu uno degli uomini che contribuirono allo sviluppo dei celebri velivoli che resero famosa l’aviazione italiana nel mondo.
Alla Schiranna, sulle acque del lago di Varese, Romeo Sartori collaudò alcuni dei più avanzati idrovolanti dell’epoca, compreso il leggendario Macchi M.39, protagonista della vittoria italiana alla Coppa Schneider del 1926.

Il lago di Varese, in quegli anni, non era soltanto un luogo naturale simbolo della città, ma un vero laboratorio aeronautico a cielo aperto. Qui decollavano gli idrovolanti destinati a battere record mondiali e a scrivere pagine fondamentali della storia del volo italiano. La vita di Romeo Sartori si concluse tragicamente proprio nelle acque del lago di Varese. Il 3 agosto 1933, dopo il decollo dall’idroscalo della Schiranna, il suo idrovolante precipitò nel lago per cause mai del tutto chiarite. Aveva soltanto 36 anni.

Tre anni dopo, nel 1936, il campo d’aviazione di Asiago venne intitolato alla sua memoria, riconoscendo il valore di un uomo che contribuì a rendere l’Italia una delle grandi protagoniste dell’aviazione mondiale.
Oggi il nome di Romeo Sartori resta legato anche alla storia industriale e aeronautica di Varese, città che nel Novecento divenne una delle capitali italiane del volo grazie alla Macchi e agli idrovolanti che solcavano le acque della Schiranna