Solstizio nel Varesotto: tra antiche mappe del cielo e nuovi sguardi sulla notte

di Cesarina Briante

Nel Varesotto il solstizio d’inverno non è solo un passaggio astronomico: affonda le radici in un territorio abitato da popolazioni celtiche.

Tra i massi erratici del Campo dei Fiori, della Valganna e di Orino, pietre lasciate dai ghiacciai e cariche di segni, la tradizione locale riconosce luoghi rituali e di osservazione del cielo, mappe cosmiche incise nella roccia. Ne abbiamo una prova evidente anche nel Sass da la Preia Büia di Sesto Calende, che conserva segni e coppelle di epoche remote.
Nel 2025, il solstizio d’inverno cadrà domenica 21 dicembre alle 16:03 (ora italiana). Il solstizio non ha una data fissa perché la Terra non compie un anno esatto di 365 giorni, ma circa 365 giorni e 6 ore: un ritardo che si accumula e che, insieme all’orbita ellittica e alla lenta oscillazione dell’asse terrestre, fa oscillare l’evento tra il 20 e il 23 dicembre.
Per i Celti, però, il solstizio non era un istante: era un ciclo di circa dodici notti sacre, un tempo sospeso in cui si accendevano fuochi, si vegliava sulle stelle e si accompagnava simbolicamente il Sole nel suo punto più debole. Un periodo di passaggio, di protezione e di rinascita.

Oggi questo legame con la notte più lunga dell’anno non è del tutto scomparso. Nel Varesotto si moltiplicano passeggiate notturne, osservazioni astronomiche e iniziative culturali che, pur non essendo dedicate esclusivamente al solstizio, riportano comunque l’attenzione sul cielo invernale.

Il Parco del Campo dei Fiori promuove attività di divulgazione astronomica e camminate al crepuscolo, mentre gruppi locali riscoprono i massi erratici come luoghi di memoria e paesaggio.
Così il solstizio torna a essere un gesto condiviso: un modo per riconoscere che la nostra terra, da millenni, guarda la luce mentre rinasce.

Fonti
Meteo.it – data e ora del solstizio d’inverno 2025
Sky TG24 – perché il solstizio cambia data ogni anno