Cedri di viale Aguggiari, stop al taglio: nasce il comitato per salvarli

Ci sarebbero i presupposti giuridici per fermare, almeno temporaneamente, l’abbattimento degli ultimi tre cedri secolari di viale Aguggiari. Ma perché questa possibilità possa trasformarsi in una concreta occasione di salvezza servirà anche un impegno diretto della cittadinanza. È questo il senso della proposta lanciata da Mikaela Vasto, promotrice del nascente Comitato Civico di Garanzia per il Verde, con un documento pubblico indirizzato all’ingegner Paolo Bombelli e, per conoscenza, al Comune di Varese.

«Nelle ultime ore abbiamo assistito all’abbattimento dei primi due dei cinque cedri secolari di viale Aguggiari. Una ferita profonda per il paesaggio e l’ecosistema urbano che ha sollevato un’ondata di indignazione, rimasta però confinata nello sterile spazio dei social network o di petizioni online prive di alcun valore vincolante. Se vogliamo salvare i tre patriarchi superstiti, dobbiamo passare dalle parole ai fatti, offrendo soluzioni giuridiche ed economiche concrete, non polemiche».

Per questo motivo Vasto propone una autosospensione cautelare e consensuale di ogni ulteriore intervento di abbattimento fino al 30 settembre 2026, indicando quelli che, a suo giudizio, sono i presupposti normativi che consentirebbero di percorrere questa strada.

Il primo riguarda il fermo biologico estivo per la nidificazione. Secondo quanto riportato nel documento, la normativa nazionale ed europea – Direttiva Uccelli 2009/147/CE, Legge 157/1992 e Criteri Ambientali Minimi del Ministero dell’Ambiente – vieta i tagli alberati nei mesi estivi per tutelare la riproduzione dell’avifauna. «Procedere in assenza di un’urgenza assoluta e indifferibile espone i soggetti coinvolti a gravi responsabilità».

Il secondo elemento richiamato riguarda la giurisprudenza amministrativa. Vasto cita la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione V, n. 9178 del 27 ottobre 2022, secondo la quale l’età dell’albero o un rischio generico non sarebbero sufficienti a giustificare l’abbattimento di esemplari monumentali o secolari. «Serve un’istruttoria tecnica e strumentale approfondita che ne dimostri l’imminente e oggettivo pericolo di crollo, elemento che la cittadinanza ha il diritto di verificare».
Parallelamente, la promotrice rende noto di aver presentato al Comune di Varese un’istanza di Accesso agli Atti Ambientali ai sensi del D.Lgs. 195/2005 per ottenere la relazione agronomica relativa agli alberi.

La proposta, tuttavia, non si limita alla richiesta di sospendere i tagli. L’idea è utilizzare questo periodo per costituire formalmente il Comitato Civico di Garanzia, aprire un fondo alimentato dalle donazioni dei cittadini e commissionare una controperizia strumentale indipendente. Se dall’analisi dovesse emergere la possibilità di conservare i tre cedri, il fondo privato si farebbe carico delle spese di consolidamento, della manutenzione e della sottoscrizione di una polizza assicurativa ad alto massimale per la responsabilità civile verso terzi, con l’obiettivo di sollevare completamente la proprietà da ogni rischio economico e legale.

Da qui l’appello rivolto alla città. «Il diritto di difendere l’ambiente appartiene a tutti e non ha confini di residenza geografica. Ora però serve serietà. Le firme su Change.org non fermano le motoseghe. Per costituire il Comitato e vincolare le somme necessarie a coprire l’assicurazione e i tecnici servono persone reali».

L’invito è rivolto a cittadini, professionisti e residenti interessati alla tutela del patrimonio arboreo, chiamati a manifestare inizialmente la propria disponibilità attraverso Facebook. La promotrice conclude con un ultimatum: «Se entro 5 giorni non registreremo un nucleo minimo di adesioni concrete, dovremo rassegnarci a vedere cadere anche gli ultimi tre cedri per mancanza di un reale supporto della comunità. La proprietà si è detta aperta al dialogo: ora sta ai varesini dimostrare che alle parole corrispondono i fatti».